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La mia mano.
La mia mano accarezzava dolcemente
il fresco e zampillante
pelo dell'acqua.
Com'era dolce quella sensazione:
la pace del cuore e dell'anima.
Intorno a me la mia vita, la mia felicità,
i miei monti.
Lo sguardo si fermava su ogni albero,
su ogni essere vivente,
cogliendo
il messaggio di tranquillità e benessere
che da essi scaturiva.
Un unico grande quadro,
questo eravamo.
Un'opera creata
non per il piacere degli occhi,
ma dello spirito;
un unico grande essere che gioiva
della propria esistenza.
Davanti a me
il fiume trotterellava cantando
di roccia in roccia,
giù verso valle.
Era tutto parte di me,
ed io non ero sola,
né inutile.
La mia mano.
La mia mano immersa in una corrente di sabbia.
La sollevo lentamente,
ed i granelli volano via
in un turbinio danzante.
Non sono più sui monti;
ma in un immenso, sterminato deserto.
Dune,
montagne sempre in movimento,
silenziose signore
che ingannano la mente e il cuore
mutando di continuo in
forma e consistenza.
Conoscono solo il presente,
non pensano al futuro.
Perché mi trovo qui?
E' forse un sogno?
Un incubo...
Oppure
questa è la realtà e la mia felicità
era solo un miraggio..
Come posso scoprirlo
in un luogo
che sa solo mentire?
Sola,
e inutile.
Sono qui:
un minuscolo granello
in un oceano sterminato;
sperando che questo
sia il sogno,
e che presto
mi risveglierò.
[di Lupa - 26.05.2002]
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